Per fortuna Natale è passato. Da un paio d’anni questa festività non riesco a sentirla mia. Dovrebbe essere un periodo felice ma trasmette in me solamente tanta tristezza, la tristezza di non avere più al mio fianco mio padre che da quasi due anni non c’è più. Già qualche tempo fa avevo accennato la cosa e quest’anno l’atmosfera natalizia in casa mia è stata ancora più spenta del solito.

Come l’anno scorso nella casa dei miei non è stato fatto l’albero, non c’è un presepe, non ci sono lucine. Lo scorso anno avevo tenuto viva la tradizione nella mia casa di Milano. Con la mia ex avevamo addobbato l’albero, messo qualcosa intorno alle porte, tirato fuori un mini presepe e appiccicato fuori dalla porta di casa un bel messaggio di auguri. Quest’anno volevo esorcizzare queste separazioni continuando la tradizione. Con un’amica avevamo deciso di montare l’albero insieme, ma con duecento cose da fare anche a Milano l’albero è rimasto chiuso in cantina.

Ho recuperato, come potete vedere dalle mie foto, un alberello di legno per non cancellare del tutto questa atmosfera, ma a poco è servito. Per quanto stia bene sento di non avere nessuno con cui festeggiare davvero. Non ho nessuno da sorprendere con un regalo, non ho nessuno che voglia sorprendermi (anche se una persona c’è riuscita…Wink e tutto ciò che mi rimane è il rammarico di vedere come tutto intorno a me non funzioni come dovrebbe.

L’altra sera ho rivisto alcuni amici che vedo ormai due-tre volte l’anno. C’eravamo incontrati lo scorso luglio a Milano e uno di loro ha notato quanto sia dimagrito da allora. Se mi guardo allo specchio vedo quel fisico che nell’ultimo anno tra stress e nervosismo avevo perso, insieme a qualche chilo extra che avevo già accumulato negli anni prima. Sto indossando pantaloni e jeans che non riuscivo più a mettere, un po’ disperato per aver fatto il pieno lo scorso inverno e ritrovandomi con un guardaroba praticamente da buttare. Proprio a lui ho avuto modo di raccontare degli ultimi mesi, di cosa ho vissuto e di come ne sono venuto fuori.

Guardando indietro mi sembra siano trascorsi anni e anni, non solamente pochi mesi. Ricordo ancora quando ricevevo messaggi con scritto “non riesco a credere che le cose siano cambiate in così poco tempo” dalla stessa persona che mi diceva poco prima “cosa vuoi dopo tre mesi?” quando ne erano passati appena due. Non sono stato l’artefice di questo cambiamento, ma col senno del poi sono davvero felice che le cose siano andate così.

Il Natale si vive in una famiglia ogni giorno, quando la mattina ti svegli fino a quando non chiudi gli occhi la sera. Al tuo fianco nella tua famiglia desideri avere una persona che sappia accettarti con i tuoi piccoli difetti, perché tu accetti i suoi, e con cui riuscire a riempire ogni giorno di felicità. Cos’è davvero la felicità? È facile dire che la felicità è fatta di piccole cose, il punto è dimostrarlo giorno per giorno.

Ecco perché non sento molto questo Natale e perché anche i miei cari lo sentono poco. Si è persa quell’atmosfera di serenità dentro di noi e io mi son reso conto di aver perso quel “Natale quotidiano” che entro breve ritroverò. Il titolo di questa pagina del diario è “Aspettando Natale 2010″, con i buoni propositi per il nuovo anno voglio sentire Natale dentro di me ogni giorno. Natale 2010 è molto più vicino di quanto non lo sia davvero.

Prima di lasciarvi vi anticipo che il 31 dicembre pubblicherò il post “Top e flop del 2009″, un resoconto mese per mese delle cose belle e delle cose brutte capitatemi in questo 2009. Il post è già pronto, ma aspetta l’ultimo giorno dell’anno per diventare realtà. Ancora a tutti buone feste e grazie per essere tornati numerosi anche dopo i vari trasferimenti e i periodi di chiusura del blog.

Noi tendiamo a dimenticare che la felicità non si identifica col raggiungimento di qualcosa che non abbiamo, si tratta al contrario di individuare e apprezzare ciò che già possediamo.
Walter Koenig

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