WhatsApp diventa a pagamento, fine del matrimonio con gli utenti?

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Fin dal suo primo giorno di vita WhatsApp è stata un’applicazione a pagamento. Anche se gli utenti di dispositivi Nokia, BlackBerry e Android potevano scaricarla gratuitamente mentre chi possedeva un iPhone doveva pagarla da subito, era chiaramente scritto nella descrizione che il primo anno del servizio era gratuito e successivamente si sarebbe dovuto pagare 1 dollaro per continuare a utilizzarlo. Dall’introduzione nel 2009 in realtà per usare WhatsApp, a parte gli utenti iPhone, non è stato speso un centesimo. Almeno fino a oggi…

Dopo tanto silenzio WhatsApp Inc., la società che cura lo sviluppo dell’applicazione, ha deciso di attivare il pagamento del canone annuale di 0,78 euro agli utenti di quegli smartphone che fino a oggi hanno utilizzato il servizio gratuitamente. Una pugnalata alle spalle per chi ha pensato che avrebbe potuto scroccare a vita il servizio? Nulla di tutto questo dato che la cosa era, appunto, nota fin dall’inizio ma ignorata da molti. Chi ha acquistato l’applicazione su iPhone continuerà a non pagare, anche se trasporterà il suo numero su un dispositivo diverso (Android, BlackBerryWindows Phone…) vedendo il proprio abbonamento a vita anche sul nuovo smartphone.

Proprio riguardo questo aspetto, ovvero il fatto che gli altri dovranno pagare il canone annuale mentre chi ha un iPhone non spenderà null’altro dopo l’acquisto dell’applicazione, non bisogna dimenticare che fino a oggi a sostenere i costi dell’azienda sono stati proprio questi utenti che hanno mantenuto il servizio in vita.

Guardando i social network sembra quasi che questo tradimento stia portando alla fuga di utenti da WhatsApp verso altri lidi. Tra i più gettonati sicuramente i noti ViberChatOn o l’utilizzatissimo (in Giappone) LINE, ma le alternative in realtà sono davvero molte, alcune legate a singole piattaforme (come iMessage di Apple), altre aperte e dedicate a più sistemi operativi come GroupMe di cui vi ho parlato qualche tempo fa.

Di tutte queste piattaforme alternative, però, quella che probabilmente potrebbe guadagnare più utenti è indubbiamente Facebook Messenger, legato al popolare social network, che consente di comunicare in tempo reale tra smartphone (Android, iPhone e BlackBerry) e computer (tramite messaggi e chat di Facebook) senza doversi scambiare il numero di telefono, un indirizzo email o quant’altro. Basta conoscere il nome di una persona.

Il vantaggio di WhatsApp rispetto ai concorrenti è da sempre l’apertura a tutti i sistemi operativi per smartphone più diffusi, non tralasciando Nokia Symbian che, anche se morente, è probabilmente molto diffuso soprattutto tra chi non vuole abbandonare il suo telefono per un modello più recente ma ha scoperto come comunicare low cost con i suoi amici.

A sfavore di questo comodo strumento vi è indubbiamente la lentezza con cui l’azienda sforna novità. Rilasciando continuamente micro aggiornamenti, in cui gli utenti non notano tangibili differenze, WhatsApp è rimasta nel corso degli anni praticamente sempre la stessa. Non avrebbe fatto male, sicuramente per far digerire meglio la novità, far coincidere i pagamenti con il rilascio della tanto attesa versione 3.0 in grado di soddisfare anche i palati più fini.

Non mi aspetto qualcosa che snaturi le funzionalità base del servizio, quindi niente video chiamate o comunicazione vocale VoIP, ma per lo meno un’interfaccia più personalizzabile, l’invio di documenti oltre alle immagini e maggiore leggerezza.

Io rinuncerò a WhatsApp? Anche se il canone annuo fosse stato di 5 euro lo avrei pagato volentieri. Dall’ultima installazione dell’applicazione sul mio nuovo telefono ho inviato 1356 messaggi, fossero stati SMS avrei speso 135 euro al costo di 10 centesimi l’uno, ma voi quanto pagate un SMS? Quando avevo l’iPhone ne avrò inviati quasi 10.000 in un paio d’anni. Chi è scontento di pagare 80 centesimi per principio faccia un po’ di conti e valuti quanto abbia effettivamente risparmiato, soprattutto quando le alternative  non esistevano ancora.

Un unico appello: se la vostra intenzione è abbandonare WhatsApp non disinstallate l’applicazione semplicemente, prima dalle impostazioni eliminate il vostro account così da sparire dall’elenco dei contatti dei vostri amici ed evitare che questi vi scrivano senza ricevere mai una risposta.

Se ancora non conoscete WhatsApp e volete installarlo sul vostro smartphone ecco i collegamenti presi direttamente dal sito ufficiale.

2 thoughts on “WhatsApp diventa a pagamento, fine del matrimonio con gli utenti?

    1. Io sono un non possessore di iPhone, ho un Android 🙂 Boh, forse mi sarò espresso male e comunque nel tuo Windows Phone sarà a pagamento, devi solo controllare la scadenza del servizio del tuo profilo.

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