L’incolpevole protagonista Giangrande

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Non dobbiamo nasconderci dietro un dito. La politica e la stampa dimenticano quel disoccupato che un anno fa si è suicidato bruciandosi vivo si fronte a Palazzo Chigi, l’imprenditore che si è arrampicato sul cupolone di San Pietro e i tanti suicidi degli ultimi mesi. La differenza sta nel fatto che fino a quando un disperato fa male solo a sé stesso occupa un trafiletto a metà giornale, quando punta una pistola contro la “politica” riempie le prime pagine dei giornali.

È tanto sbagliato il gesto di Preiti quanto lo è quello di un imprenditore, operaio, disoccupato, ecc. che si suicida. La disperazione di chi non vede una via d’uscita va al di là dell’uso di parole più o meno pesanti nell’etere. Quando Bossi invitava a imbracciare i fucili non succedeva nulla perché la gente in Italia stava meglio. Quando a Berlusconi hanno lanciato un souvenir del Duomo in faccia o a migliaia erano fuori dal Quirinale a festeggiare le sue dimissioni eravamo già arrivati al punto di non ritorno.

Stringiamoci intorno alla famiglia del Brigadiere Giangrande, incolpevole protagonista di un’altra triste pagina del decadimento di questo nostro Paese.

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