Idee, pensieri e cazzeggi
PaRRoT
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Post di PaRRoT
Libero di sentirmi me stesso
23 nov

Quando ho iniziato a scrivere attivamente in questo blog ho contemporaneamente preso atto di alcune incongruenze nel modo di gestire la mia vita “sociale” che non mi stavano più piacendo. Ho riflettuto sull’utilizzo malsano che stavo facendo e a cui assistevo di Facebook, un modo quasi sbagliato di gestire i rapporti con le persone amiche e non solo.
Ne discutevo anche sabato sera al PizzaTwitMilano, il primo incontro degli utenti milanesi di Twitter, rendendomi conto di quanto sia importante “difendersi” da un uso improprio dei social network. Gelosia, fastidio, finzione e altri elementi sono alla base di un utilizzo sbagliato di questi strumenti. Se si cerca di nascondere qualcosa, per evitare che qualcuno se ne accorga, limitando di fatto l’uso abituale di Facebook si stravolge totalmente il senso di una piattaforma comunicativa come quella. Ciò non significa mettere alla luce del sole ciò che si fa, ma avere un atteggiamento “protettivo” nei propri confronti soltanto per nascondere delle cose agli occhi degli altri è sbagliato. Un atteggiamento altrettanto sbagliato è fingere di sentirsi dei leoni quando invece si è agnellini.
Devo ammetterlo, un errore del genere stavo per farlo anch’io. Il primo step “sbagliato” che ho fatto questa estate dopo la separazione con la mia ex ragazza è stato quello di cancellare tutti gli amici in comune tranne lei. A che pro? Giustificavo la cosa spiegando che alla fine, chiuso il rapporto con lei, l’unica persona che avrei potuto contattare era appunto la mia ex e di conseguenza non avrei avuto più rapporti con i suoi amici. Per certi versi il ragionamento fila, il fatto che però sia stata una reazione emotiva alla separazione dimostra che non è stato tanto un gesto ponderato quanto un tentativo di lasciare, in qualche modo, un segno e scatenare un’ulteriore reazione.
Dopo quell’evento ho anche più volte ripulito la mia lista amici. Ho cancellato persone che non so come sono finite tra i miei amici, non accetto la richiesta di chi ho conosciuto 10 minuti prima in coda alla cassa del Mc Donald e ho catalogato nelle liste ogni tipo di contatto per capire con chi ho a che fare. Questa scrematura, che faccio di tanto in tanto, non nasce per nascondere ciò che faccio anche perché ho deciso da alcuni mesi di rendere il mio profilo pubblico, bacheca compresa. Naturalmente alcuni elementi personali come le informazioni e le foto, che ho sempre pubblicato con il contagocce, restano limitate ai soli amici, ma è stata una decisione per certi versi liberatoria.
Facebook può diventare una droga, un facile strumento di stalking, anche involontario, facendoti i cazzi degli altri quando non vuoi. Se poi si aggiungono paura, gelosia, situazioni anomale diventa una tortura. Il primo passo per raggiungere la libertà è stata quella di aprirmi al mondo, un mondo comunque relativo. Non penso che gente che non mi conosce passi da questo blog a farsi i cazzi miei, ma se attratto da una poesia o da un link esterno dovesse leggere queste mie stronzate non mi creo assolutamente alcun problema. Stessa cosa su Facebook, scoprire con chi sono amico e/o quali sono le cavolate che pubblico o scrivo in quel social network non mi da alcun fastidio. Un caso particolare è Twitter, lì posso scrivere di tutto e di più… senza paura di condividere informazioni di alcun tipo, in fondo è tutto pubblico e i legami sono per lo più con persone che neanche conosco.
Ma tornando al tema della serata, o nottata visto l’orario dovuto alla stampante che faceva i capricci, oggi volevo appunto parlare del poter dire a gran voce che sono assolutamente libero di sentirmi me stesso. Non vivo dentro una bugia, vivo una vita semplice fatta di alti e bassi ma consapevole di aver dato il massimo giorno per giorno. Il massimo per venirne a galla, il massimo per tentare di sistemare una crisi impossibile, il massimo per cercare di mantenere umano un rapporto distrutto. Il problema è che a volte le cose non si possono fare da soli e di conseguenza bisogna prendere delle decisioni nette, difficili da digerire considerato il mio animo ma che sono necessarie.
Per certi versi mi sono reso conto che se a una cosa tieni lotti con tutto te stesso per ottenerla. L’ho dimostrato e ho avuto anche la dimostrazione del contrario. Arrendersi subito, lamentarsi di una parola di troppo per giustificare ciò che si è fatto significa non aver voglia di lottare, in nessun modo. Ho lottato con le unghie e con i denti e se guardo indietro, o leggo dentro di me, mi rendo conto di aver fatto più che bene… perché ho dimostrato a me stesso, senza rendermene conto, che stavo lottando per una causa per me importante. Uno scontro, come dicevo prima, impossibile ma io ho dato l’anima. Pur soffrendoci mi sono sentito me stesso, perché ho capito di aver creduto davvero in quello che ho fatto, pur sentendomi dire di non farlo, sentendomi scacciato e rifiutato. Non conta cosa mi dicevano, conta ciò che volevo… e se una cosa la vuoi davvero non ti fermi di fronte a nulla.
Io adesso voglio superare con un altro piccolo sforzo gli ostacoli del cuore che ho dovuto patire. Sono convinto che verrà fuori un uomo migliore di quello che sono già. Ieri una mia amica mi ha detto “Tu devi stare bene con te stesso perché sei una bellissima persona” e, come ho scritto più volte, sembra quasi che in certi momenti me lo dimentichi davvero.
Anche stasera vi lascio con una bella frase che dedico a me stesso, al fatto che dopo tutto non ho rimpianti. Ho vissuto seguendo il mio cuore, non dovrò mai guardarmi indietro per pentirmi di ciò che ho fatto.
“Bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finirà per pensare a come si è vissuto.”
Paul Bourget
Gli ostacoli del cuore
23 nov
C’è un principio di magia
Fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri
Fra una sera che non muore
E una notte da scartare
Come un pacco di natale
C’è un principio d’ironia
Nel tenere coccolati
I pensieri più segreti
E trovarli già svelati
E a parlare ero io
Sono io che li ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria
Fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare
Anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare
Un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia
Che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire ed il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare
Fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Elisa Toffoli e Ligabue
Soundtrack ’96-’06 (2006)
Sento sempre che manca qualcosa
22 nov

Ho trascorso due serate intense, in compagnia e in allegria. Con persone nuove e con alcune vecchie, per prendere aria, distendermi e recuperare le forze in vista del rush finale di questa pesante settimana di novembre. Eppure sento sempre che manca qualcosa.
Mi sembra tutto strano, ciò che vivo intorno mi fa sentire un “diverso”, una persona che crede in certi valori non riesce ad avere vita facile al giorno d’oggi. Credi nel rispetto delle persone? Troppo banale, ognuno pensa a farsi i cazzi suoi. Credi nei sentimenti? Troppo banale, bisogna darsi da fare per dimenticare, agendo al più presto. Qualsiasi cosa in cui io creda e che fa parte delle fondamenta della mia esistenza non va bene, non va assolutamente bene. Sembra che l’inadeguato in un mondo che non funziona sempre nel modo giusto sia io. Sono strano, “diverso” appunto, e non è facile per molti capire il perché agisca in un modo piuttosto che in un altro.
Quando qualche giorno fa ho letto in un messaggio “non c’é giorno che non penso a te e a tutto quello che è successo” non riesco a capire il senso di una frase del genere. Tutto può finire, non ci sono dubbi, ma c’è modo e modo di trattare le persone, specie se tieni a loro. Umanità, rispetto, affetto… sono cose a cui penso solamente io nella vita? In questo modo non solo si continua a ferire il sottoscritto, non volendo ammettere la responsabilità delle proprie scelte, ma si ferisce anche un’altra persona ignara di tutto ciò.
Non aver fatto nulla quest’estate, anche quando avrei potuto, perché mi sembrava di forzare i tempi e di non agire con convinzione, agli occhi di molti è strano. Non essermi fatto trascinare dagli eventi e aver sempre pensato è strano. Non aver cercato disperatamente un rimpiazzo è strano. Forse ho una mentalità retrograda, quando mi sento dire che sono una persona d’altri tempi forse è un modo buono per dirmi che ho un atteggiamento incomprensibile, addirittura sbagliato.
Essere romantico, sensibile, dolce e premuroso non è alla moda. Essere alla moda significa diventare una persona che se ne frega di te, che c’è quando vuole lui e ti lascia fare tutto ciò che vuoi. Una totale libertà in cambio di libertà in cui però vengono a mancare altre cose. Non sono un tipo pressante, non impedisco alla persona con cui sto di essere libera di fare ciò che vuole, ma la mia presenza è sinonimo di premure che altri non hanno.
Sono così sbagliato? Sono un albero in mezzo al deserto? Domande a cui non posso rispondere, fatto sta che pur in compagnia e divertendomi come non facevo da tempo, torno a casa mi guardo allo specchio e mi confronto con la “fauna” che vedo giorno per giorno.
Ho sentito spesso la frase “una persona come te non la troverò mai”. Sia recentemente ma anche in passato. Benissimo, però è evidente che alla fine si preferisce la normalità. O forse non voglio ammettere che dovrò adeguarmi anch’io a questo stato di cose.
La realtà che si apprende quando si matura è che in fin dei conti per essere felici non serve vivere una vita intensa ricca di cose emozionanti, perché l’emozione delle piccole cose è un dono che niente può ripagare. Non significa accontentarsi, significa capire come un albero nel deserto è in grado di regalarti un tipo di ombra che non riuscirai a trovare da nessuna parte e che nessun albero di un bosco è in grado di offrirti.
“Il valore delle piccole cose lo si comprende solo quando ci si rende conto di averle perse per sempre.”
Dopo una mia frase naturalmente non posso esimermi dal pubblicare un nuovo aforisma che potete trovare nella pagina delle citazioni. Buonanotte.
“Quello che un uomo veramente possiede è quanto ha dentro di sé, quanto ha fuori di sé non dovrebbe avere la benché minima importanza.” Oscar Wilde
Thoughts of a dying atheist (Pensieri di un ateo morente)
22 nov
Eerie whispers
trapped beneath my pillow
won’t let me sleep
your memories
and I know you’re in this room
I’m sure I heard you sigh
Floating in between
where our worlds collide
scares the hell out of me
and the end is all I can see
and it scares the hell out of me
and the end is all I can see
and I know the moment’s near
and there’s nothing you can do
look through a faithless eye
are you afraid to die?
it scares the hell out of me
and the end is all I can see
and it scares the hell out of me
and the end is all I can see
It scares the hell out of me
and the end is all I can see
and it scares the hell out of me
and the end is all I can see
Muse
Absolution (2003)
La traduzione… Continua >
Un po’ fuso con la testa
21 nov

Oggi posso dedicarmi poco al blog. Pur avendo caricato nei giorni scorsi alcuni video, aggiunto un sistema più efficiente per la gestione delle citazioni e tutto sommato non essermi assentato più di tanto, non ho avuto tempo per scrivere qualcosa di sensato tale da poterla definire una delle pagine del Diario che pubblico qui ogni tanto.
Per quanto fosse assurdo, da diverse settimane avevo dato la mia disponibilità al primo PizzaTwit milanese. Da sempre, pur avendo stabilito una data, ero convinto che l’appuntamento fosse questo venerdì, tanto da insistere con un’amica affinché spostasse un altro incontro al sabato. Alla fine le due cose, in teoria, sono coincise di venerdì… per scoprire però, dopo essere arrivato nel luogo dell’incontro del PizzaTwit, che ieri non era il 21 novembre e che, appunto, l’unico “Twittero” ero io 
Sono riuscito comunque a riportare sui binari la serata, prima andando in pizzeria con gli amici per poi andare a festeggiare tutti insieme. Tutto questo mi fa capire che non ci sto con la testa. Sto tentando disperatamente di completare la tesina per l’esame di stato che dovrò affrontare tra pochi giorni e non ci riesco. Scrivo, cancello, riscrivo e ricancello. So che entro domani sera non soltanto dovrà essere pronta, ma anche stampata e imbustata per essere spedita.
Come posso avere il cervello così appannato? Come posso non riuscire a capire cosa è prioritario per la mia vita in questo momento? Mi aggrappo a pensieri che mi rovinano le giornate e, alla fine, non mi portano da nessuna parte. Non ha senso farli, perché l’unico risultato che ottengo è il dolore. Però la vita è anche questa, prima o poi tutto questo passerà. Non sono del tutto guarito, ma sicuramente non sto come un mese fa, o non fatemi pensare come stavo due mesi fa.
Sta per arrivare Natale e per il prossimo giro di boa spero di essere guarito. In fondo il tempo passa, neanche me ne rendo conto, e le occasioni per affrettare questo giro di boa le sto avendo.
Vi lascio con una delle recenti citazioni che ho pubblicato. Buon sabato.
“Quando la vita ti dà mille ragioni per piangere, dimostra che hai mille ed una ragione per sorridere.”
Benite Costa Rodriguez
How Bizarre
21 nov
Brother Pele’s in the back
Sweet Zina’s in the front
Cruising down the freeway
In the hot, hot sun
Suddenly red blue lights
Flash us from behind
Loud voice booming
“Please step out onto the line”
Pele breathes words of comfort
Zina just hides her eyes
Policeman taps his shades
Is that a Chevy 69?
How Bizare
How Bizare
How Bizare
Destination unknown
As we pull in for some gas
Freshly pasted poster
Reveals a smile from the pack
Elephants and acrobats,
Lions snakes monkey
Pele speaks righteous
Sister Zina says funky
How Bizare
How Bizare
How Bizare
Ooh baby, (ooh baby)
It’s making me crazy, (it’s making me crazy)
Everytime I look around
Look around
Everytime I look around
Everytime I look around
Everytime I look around
It’s in my face
Ringmaster step out
Says the elephants left town
People jump and jive
But the clowns have stuck around
T.V. news and camera
There’s choppers in the sky
Marines, police, reporters
Ask where, for and why
Pele yells “we’re outta here”
Zina says “right on”
We’re making moves and starting grooves
Before they knew we’re gone
Jumped into the Chevy
Headed for big lights,
Want to know the rest
Hey, buy the rights,
How Bizare
How Bizare
How Bizare
Ooh baby, (ooh baby)
It’s making me crazy, (it’s making me crazy)
Everytime I look around
Look around
Everytime I look around
Everytime I look around
Everytime I look around
It’s in my face
It’s in my face
Ooh baby, (ooh baby)
It’s making me crazy, (it’s making me crazy)
Everytime I look around
Look around
Everytime I look around
Everytime I look around
Everytime I look around
It’s in my face
Ooh baby, (ooh baby)
It’s making me crazy, (it’s making me crazy)
Everytime I look around
Look around
Everytime I look around
Look around
Everytime I look around
It’s in my face
OMC
How Bizarre (1997)
