Idee, pensieri e cazzeggi
Apple
Apple presenta iPad… ma la magia dov’è?
28 gen
Finalmente dopo tante voci di corridoio Apple ha presentato la sua risposta alle pressanti richieste di un netbook e di un tablet con una mela morsicata stampata sul retro. Scherzosamente anni fa si parlava dell’iPad, poi ribattezzato Apple Slate diventando poi iSlate e altre varianti più o meno note, fino a giungere alle 19.00 del 27 gennaio quando Steve Jobs, senza perdere troppo tempo, ha mostrato a San Francisco un modello quasi definitivo del vero iPad.
Ma che cos’è l’iPad?
Naturalmente secondo Jobs è un prodotto rivoluzionario, ma per lui ogni cosa che produce la sua azienda lo è, quindi è poco attendibile. Pur essendo un utente Apple ho qualche dubbio che questo iPad sia davvero rivoluzionario, ma prima delle opinioni andiamo ai fatti concreti.
Prendete un iPod Touch che ha uno schermo da 3,5 pollici, ingranditelo con un display da 9,7 pollici chiamatelo iPad e il gioco è fatto. Ecco la prima magia di Apple, creare un prodotto uguale a un altro e farlo sembrare diverso. Non è del tutto uguale, questo è evidente, però il concetto è lo stesso.
Il sistema operativo di iPad è una versione evoluta dell’iPhone OS utilizzato da iPhone e iPod Touch. All’interno batte però un processore più potente, l’Apple A4 operante alla frequenza di 1 GHz. Si tratta del primo processore realizzato internamente dall’azienda di Cupertino e che potrebbe rappresentare il primo di una lunga serie, magari in arrivo anche sulle prossime evoluzioni dello smartphone e del lettore multimediale touch screen.
Lo schermo LCD è di tipo multi touch, sicuramente con vetro trattato con sistema oleorepellente esattamente come l’iPhone 3GS disponibile dalla scorsa estate. Tutte le applicazioni per iPhone e iPod Touch funzionano sull’iPad, con un semplice clic è possibile passare dalla risoluzione nativa a quella “2x” (un vero e proprio zoom) per vedere a tutto schermo le immagini che passano da una risoluzione di 320×480 ai 768×1024 pixel dello schermo dell’iPad. Continua >
Perché passo a 3
21 gen

Dal 2000 sono un “felice” utente Wind. Prima con una SIM separata oltre il mio numero principale (allora Omnitel) con una comoda tariffa al secondo, poi diventando la mia linea principale con una ricaricabile fino al luglio del 2007. Poco dopo aver acquistato il mio iPhone 3G avevo infatti puntato lo sguardo sul contratto All Inclusive che per 29 euro al mese offre 350 minuti di chiamate e 100 SMS verso tutti, oltre a 1 GB di traffico dati.
Poco dopo l’attivazione del contratto sono sorti i primi problemi. L’opzione Noi 2, che consentiva di chiamare un numero Wind a scelta per 300 minuti al mese pagando un piccolo canone mensile, veniva utilizzata solamente dopo aver consumato i 350 minuti verso tutti. Un’emerita stronzata, considerato che un’altra opzione (Noi Wind SMS, 4000 SMS al mese verso i numeri Wind) veniva calcolata “contemporaneamente” ai 100 SMS mensili. Disattivata la Noi 2, tutto sommato vivevo serenamente fino alla scorsa estate. Sono aumentate le chiamate e i 350 minuti mi stavano sempre un po’ stretti. Negli ultimi mesi, infatti, la bolletta tradizionale da 29 euro al mese (+ i 5,16 euro di “tassa di concessione governativa”, una ladrata) raddoppiavano per un consumo superiore rispetto a quello presente nel contratto.
L’edizione Plus del mio contratto costa però il doppio, per avere il doppio del servizio. Ma ne valeva la pena? La connessione a Internet è spesso lenta e a volte non funziona. Se viaggio in treno nella tratta Milano-Roma (mica cazzi) la rete è praticamente assente e dove c’è copertura al massimo recuperavo un segnale GPRS. Gli altri operatori, invece, coprono la tratta ferroviaria proprio per facilitare eventuali persone che devono lavorare mentre sono in treno. Aggiungiamo il fatto che il tethering (la possibilità di utilizzare il mio iPhone 3G come modem) non è possibile in Italia solamente con Wind e il gioco è fatto. Sono arrivato al limite.
Per risparmiare ho deciso di passare a 3 Italia e aderire all’offerta 3Power, sempre in abbonamento. L’offerta, attivabile solamente fino alla fine del mese di gennaio per i nuovi clienti che cambiano operatore, consente di ottenere l’abbonamento Zero7 Top (800 minuti di chiamate, 400 SMS e 10 GB di traffico al mese) al prezzo dell’abbonamento più economico (Zero6 Top), ovvero 29 euro mensili al posto dei tradizionali 49 euro.
Sono consapevole di tutte le limitazioni di 3 Italia, prima tra tutte l’impossibilità di collegarmi a Internet sotto copertura TIM (o comunque… è possibile ma a pagamento), ma rispetto alla Wind almeno sono consapevole che dove c’è copertura la velocità di navigazione è degna di questo nome, pago la stessa cifra e ho più del doppio dei servizi.
Morale? Wind mi ha deluso, dopo anni di fedeltà, e pur consapevole che 3 Italia non è un operatore perfetto (ma in Italia fanno tutti schifo) sono contento perché tornerò a pagare i 29 euro al mese che mi ero fissato tempo fa.
A saperlo prima…
13 giu
Ho scoperto per caso dell’esistenza di un “guscio” invisibile per ogni tipo di cellulare, navigatore satellitare, lettore MP3… che prende il nome di InvisibileShield, appunto uno scudo invisibile.
Guardate un esempio della sua efficacia.
Costa circa 25 dollari per iPhone in edizione “completa”, ovvero protegge anche la parte frontale, e l’effetto mi sembra sicuramente notevole. Innanzi tutto avrei dovuto scoprirlo prima, per evitare i micrograffi che ho sul retro del mio iPhone 3G, ma soprattutto quelle fastidiose scheggiature (per fortuna fuori dalla parte “schermo”
che mi ritrovo sul vetro.
Mi sono documentato per la sostituzione del vetro e della parte posteriore del telefono. 100 euro per il primo, naturalmente non da Apple che richiede 300 euro, e 40 euro per il secondo a patto di sostituirselo da sé. Anche perché chi mi ha fatto il preventivo del primo ne voleva 80 di solo guscio più manodopera.
Considerato che sono soddisfatto del mio telefono penso di partire dall’investimento dei 40 euro per “ripulire” il mio iPhone. Si sta inoltre allargando una crepa sul fondo, vicino al connettore dock, e immagino che Apple non lo consideri un danno strutturale…
Per il vetro, vedremo. In fondo ho già pagato 499 euro per ‘sto gioiellino la scorsa estate 
Oggi parliamo di Mini DisplayPort
31 dic
Nel maggio 2006 VESA e i produttori di computer definirono lo standard DisplayPort, un nuovo connettore digitale per monitor e schede video che consentiva di estendere le potenzialità del diffuso DVI insieme alle caratteristiche introdotte dal HDMI utilizzato dai lettori multimediali per l’alta definizione.
HDMI nasce infatti per trasmettere segnali audio e video digitali d’alta qualità, anche in cascata, con un sistema di protezione dei contenuti (HDCP) utilizzato da lettori Blu-ray Disc e dalle TV in alta definizione più recenti. Il problema del HDMI, specie per la diffusione su prodotti “consumer”, è che per creare schede video e monitor con questo connettore è necessario pagare delle royalty, aumentando il costo finale.
Per offrire anche nel mondo dei computer una soluzione analoga ma a basso costo, VESA propose il connettore DisplayPort che, senza pagamento di alcun compenso, consente di dotare alle schede video e ai monitor caratteristiche simili a quelle del HDMI. Essendo “royalty free”, quindi utilizzabile liberamente, DisplayPort è sicuramente il connettore audio/video del futuro nel mondo informatico. Ma… Continua >
Questione di pesi, per evitare il ribaltone
30 dic
Una cosa che mi ha sempre colpito dei computer portatili è la necessità, nella maggior parte dei casi, di doverli aprire a portafoglio tenendo la base per evitare che si ribalti l’intero computer.
Il peso dei notebook è solitamente suddiviso con un carico maggiore sul fondo (dove è presente la batteria) e uno molto inferiore sul frontale, in cui oltre al poggiapolsi e alcuni componenti interni non c’è praticamente nulla.
In redazione mi è capitato spesso di vedere notebook nella cui batteria era presente una protuberanza per “agganciare” il computer al tavolo così da non farlo ribaltare. Una soluzione semplice e che mi ha sempre fatto riflettere è quella adottata da Apple nella sua linea di computer. Il peso maggiore, la batteria, è posta sul frontale così da favorire l’apertura con una sola mano senza che il computer si ribalti.
Una cosa che ritenevo banale è diventata evidente quando ho smontato la batteria per eseguire i test prestazionali con Cinebench R10: senza batteria il MacBook si comporta esattamente come un “normale” notebook e si “ribalta” se non si tiene ferma la base con un’altra mano.
La domanda sorge spontanea: perché continuano a costruire computer con la batteria sul retro che costringe chi possiede un portatile a usare due mani come per aprire una cozza gigante?
La batteria “turbo” del MacBook
29 dic
Recentemente si è discusso su una stranezza legata ai computer portatili di Apple che, quando alimentati senza la batteria connessa, riducono sensibilmente le prestazioni senza alcun apparente motivo. Ho voluto verificare la cosa sul mio nuovo MacBook alluminio ed effettivamente utilizzando il benchmark Cinebench R10 la differenza è evidente.
A parità di condizioni, in cui l’unica differenza è appunto la presenza o meno della batteria, il MacBook sembra trasformarsi. Sia le prestazioni della CPU sia quelle del chip grafico calano, effettivamente in modo inspiegabile.
Verificando la frequenza operativa di bus, memorie, processore e chip grafico nulla cambia, eppure sembra di avere in mano un computer totalmente differente.
Quale sia il segreto non è chiaro… ma prima o poi lo scoprirò 
Blog ottimizzato per iPhone e iPod Touch
26 lug
Dopo aver aggiornato la mia installazione di WordPress con la versione 2.6, ho dato un’occhiata alle novità sul panorama dei plug-in per il sistema che utilizzo per la gestione del mio blog scoprendo una versione più carina e completa del visualizzatore dedicato all’iPhone e all’iPod Touch.
Ho quindi installato WPTouch che adatta il layout di un blog WordPress allo schermo del telefono o del lettore multimediale di Apple per una più veloce consultazione “on the road”. Ecco un esempio…
La pagina principale presenta esclusivamente la data e il titolo del messaggio, oltre a informazioni relative alle categorie associate. Nel caso in cui siano presenti commenti, inoltre, un numerino sovrapposto alla data aiuterà a capire quante persone hanno partecipato al post. Nel caso di questo blog si tratta di eventi molto rari 
Mi sono iPhonato
26 lug

Una bella acconciatura per Homer
Ebbene sì, dopo tanto tempo e tanta attesa mi sono iPhonato. Lo scorso 12 luglio (grazie Vodafone per avermi fatto perdere il lancio in contemporanea mondiale) sono entrato in possesso di un fiammante Apple iPhone 3G, la nuova versione del telefono cellulare con la mela morsicata stampata sul retro giunto finalmente in Italia.
Dopo alcuni giorni per “scoprirlo”, l’iPhone regala sempre nuove sorprese specie adesso grazie all’App Store da cui è possibile scaricare un’infinità di applicazioni (e giochi) sia gratuite che a pagamento. La tastiera a schermo non è facilissima da utilizzare, almeno all’inizio, ma non è neanche troppo complicato imparare a posizionare correttamente le dita o, comunque, verificare di aver selezionato il tasto giusto. Basta spostarlo e la lettera viene automaticamente corretta. A differenza di altri dispositivi con schermo touch, infatti, l’iPhone considera valido il punto in cui si trovava il dito prima di lasciare lo schermo. Se premete accidentalmente la lettera A ma volevate digitare la S, basterà spostare il dito prima di sollevarlo dalla tastiera. In ogni caso il correttore automatico cerca di venirvi incontro per “ricomporre” le parole scritte per errore…



