Idee, pensieri e cazzeggi
Internet
Google Chrome, ecco come funziona…
16 dic
Il video realizzato da Google per scoprire come funziona il browser Chrome è sicuramente uno dei più divertenti e ben realizzati esempi di “tecnologia” applicata alla realtà. Non voglio anticiparvi nulla, posso solo dire che riuscirete a capire le caratteristiche senza troppe spiegazioni tecniche e, per certi versi, senza mai vedere un computer in azione. Come? Guardate… 
Quando i social network rovinano i rapporti “umani”
5 dic

Anche se il blog è ancora visibile in forma privata, il mio recente post sul funzionamento dei poke e un uso razionale di Facebook ha riscosso, secondo le statistiche, notevole successo tra i lettori abilitati. 
Qualche giorno fa, tornando dal lavoro, facevo zapping radiofonico e sono finito per caso sul programma di Marco Balestri in onda su R101. L’argomento della serata era il “social network”, visto quasi come un mostro. Sia lui sia gli ascoltatori che ne parlavano non erano quasi in grado di spiegare il fenomeno e il suo funzionamento e si aggrappavano ai capi saldi della mostruosità sociale, lamentando la privacy e, soprattutto, i pericoli dovuti all’incontrare persone di cui non sai nulla. È stata soprattutto la telefonata di un padre che mi ha fatto riflettere: lamentava che le figlie di 15 e 18 anni subito dopo cena (o a volte saltando la cena con i genitori) passavano la sera davanti al computer per rimanere in contatto con i loro amici reali e virtuali su Facebook
In passato avevo lamentato con la persona con cui convivevo proprio questo, il fatto che pur potendo vivere una vita “reale” uno di fronte all’altro la presenza di Facebook e un uso non ponderato rischiavano di compromettere nell’ultimo periodo il nostro rapporto umano. Tornavo a casa e chattava, finivamo di cenare e chattava. Guardavo la TV sul divano e lei era seduta a chattare. Se non ci si pongono dei paletti e dei limiti un social network e, più in generale, una chat ti possono rapire al punto da preferire il mondo virtuale, sempre pulito e in cui non vivi i problemi di tutti i giorni, a quello reale.
Non ti accorgi di aver raggiunto e superato il limite, non ti accorgi che in modo immaturo cerchi una valvola di sfogo con persone che sono sempre pronte ad ascoltarti, ma solamente perché è più facile star dietro a uno schermo di quanto non sia rapportarsi nella realtà di tutti i giorni. Un rapporto umano, fatto da una voce anche al telefono, è sicuramente diverso e non sempre chi sta dall’altra parte è pronto a darti ragione, come magari superficialmente può avvenire in un rapporto digitale.
Ma non voglio andare troppo oltre su questo argomento, in fondo sono una persona che dal 1996 in un modo o nell’altro ha mantenuto rapporti sia umani sia virtuali tramite IRC, ICQ, Skype, MSN e recentemente i social network, ma comunque ho sempre cercato di pormi un limite. La chat serve a tenere vicine persone lontane, non deve estraniarti dalla realtà che ti circonda.
Spesso si è così immersi nella virtualità da apparirti meglio della realtà: nella virtualità non litighi, tutti sono tuoi amici, tutti ti ascoltano, tutti ti vogliono bene e ti chiedono come stai, ma fondamentalmente il vero problema di questo tipo di vita è che poi ti scontri con una maschera. Una maschera di te stesso e di chi ti circonda, cerchi di apparire quello che non sei (o più forte o più debole, a seconda del bisogno del momento) e anche per questo, fondamentalmente, è giusto razionalizzare i contatti. Se segui e ti fai seguire principalmente da chi conosci davvero ti senti più libero di essere te stesso e non ti poni né il problema dell’apparire né troverai finti amici a commentare la tua vita.
Pur avendo deciso di cancellare circa 200 persone dalla mia lista amici su Facebook, per fare un esempio, ho comunque mantenuto la mia bacheca aperta così da consentire a quelle persone che mi conoscono ma con cui sono meno in contatto di passare a curiosare. Quando hai troppi amici la tua home è così infestata da perdere di vista le persone importanti che ti interessa seguire e con cui vuoi davvero interagire.
Trascorro buona parte della mia giornata connesso a MSN Messenger e Skype, per essere in contatto con persone con cui lavoro e, di tanto in tanto, anche con amici che passano a salutarmi mentre sono in ufficio. Ma quando “vivo” metto da parte il virtuale per il reale ed è qualcosa che tutti dovremmo fare. Una vita “always on” è divertente, magari con qualche twit ogni tanto mentre si è in giro, ma vivere le proprie giornate mettendo da parte le persone che hai al tuo fianco per la virtualità diventa causa di rottura dei rapporti umani.
La chat, i social network e strumenti simili “uniscono” quando si è soli e possono far compagnia facendone un uso razionale senza estraniarsi dal resto, ma non bisogna dimenticare chi ci circonda. Loro vengono sempre prima.
Una cosa buona di Facebook che non c’è più
4 dic

Ho iniziato a utilizzare Facebook quasi un anno e mezzo fa, scoprendolo gradualmente e comprendendo il modo corretto di utilizzarlo forse troppo tardi. Un social network ti rapisce e, senza accorgertene, ti estrania dalla realtà. Rischi di diventare amico di tutti, basta che una persona la conosci da due giorni entra a far parte della tua cerchia e non scompare più. Noto che molti usano Facebook addirittura per abbordare, trovi una foto carina dell’amica dell’amica e dalla richiesta di amicizia si passa alla chat, poi MSN e poi il resto.
Non è il tipo d’uso che ho fatto io, anzi, però proprio per trovare il giusto equilibrio ho innanzi tutto ripulito tutta la lista dei miei amici. Pur trattandosi nel 90% dei casi di persone che conosco, mai aggiunte ad cazzum o conosciute il giorno prima, ho deciso di mantenere un contatto “diretto” esclusivamente con quelli che fanno parte della mia vita. Persone che sento spesso, anche del mio passato, e che non sono stati agganciati esclusivamente per cortesia o perché fanno parte del tuo giro lavorativo. Rischi di perdere la tua identità e quella di chi ti sta intorno.
Tutto questo per cosa? Volevo parlarvi dei “poke”. In inglese per “poke” si intende quando stuzzichi una persona per attirarne l’attenzione, un po’ come quando per strada vedi un amico di spalle e gli dai un colpetto col dito per farlo girare. Il poke serviva appunto a richiamare l’attenzione di un utente Facebook, perché conosciuto da poco o perché amico di un vostro amico, consentendo una sorta di amicizia lampo della durata di 7 giorni. In questo periodo di prova l’utente pokato che autorizzava il contatto e il pokatore potevano quindi “conoscersi” e capire se continuare il rapporto attraverso un’amicizia o meno.
Il poke così com’era stato inventato non esiste più. Rimane uno strumento per attirare l’attenzione di qualcuno ma l’amicizia lampo di 7 giorni non fa più parte di questa funzionalità. Così, anche perché in Italia in pochi avevano capito a cosa servisse (e devo essere onesto, io ho capito il funzionamento solamente quando ormai non esisteva più), una delle funzioni che consentiva di mantenere un contatto rapido con una persona conosciuta occasionalmente non esiste più. Da qui le foltissime liste amici di persone che accettano ogni richiesta e/o si dimenticano di persone con cui non sono più in contatto da secoli.
Io ho scelto di tornare sulla retta via e, senza il vecchio poke, non accetterò come non facevo in passato “amicizie dagli sconosciuti”… ma voi fate un uso razionale di Facebook? Conoscete tutti i vostri amici? Ritenete Facebook un calderone di stronzate o lo apprezzate per la possibilità di mantenere attivi i legami con persone a voi care? Ma, soprattutto, se davvero vi serve per mantenere esclusivamente questo tipo di legami… perché avete tra i vostri amici 200 persone di cui non sapete un cazzo? 
Meditate gente… meditate 
Perché adesso uso Twitter
13 ott

A costa stai pensando? È questa la domanda che tutte le volte che apro Facebook mi viene posta. A volte non penso a niente, a volte mi costringo a pensare, altre dico cosa sto facendo. Facebook però è diventato il calderone delle porcherie, anche divertenti a volte. Gruppi, immagini, discussioni più o meno interessanti che si propagano a macchia d’olio in pochi secondi. Molti vivono Facebook solo per questo, altri per caricare le immagini della propria vita.
Su Facebook nasce la curiosità, tutti cercano di farsi i cavoli degli altri e se si vuole nascondere qualcosa si tende sempre a omettere, mentire e censurare ciò che si fa realmente. Diventi amico di qualcuno, ma non vuoi far sapere la verità su di lui, e fai finta di niente per settimane finché gli altri possono vederti. Come si fa a usare un Social Network senza viverlo? Io ho cercato di essere sempre aperto. Sono sempre stato contro lo “sputtanamento mediatico”, però alla fine ho pubblicato davvero i miei stati d’animo… ho risposto sul serio alla domanda di Facebook dicendo ciò che pensavo. Perché “cogito ergo sum” (penso quindi sono).
Però… Facebook mi sta stretto e ho puntato un occhio su Twitter. Cos’è Twitter? Un Facebook senza porcherie, ma che pone una domanda diversa “What are you doing?” ovvero “cosa stai facendo?”. Qualcosa la si fa sempre e mi sono reso conto che anche in questo caso la censura non serve.
Da oggi mi trovate anche su Twitter, potete seguirmi senza richieste di amicizia, senza dover essere necessariamente iscritti a quel social network e scoprire che volete farvi i cazzi miei. Aggiornerò Twitter dal lavoro, se possibile mentre sono in giro e da casa. Non aspettatevi un diario, ma piccole cazzate quotidiane.
In fondo se vuoi essere “connesso” devi esserlo prima di tutto con te stesso. Nascondere a te stesso la verità su chi sei e cosa fai equivale a prendersi in giro da soli. Insomma cari (pochissimi) lettori, chiunque voi siate, il mondo è cambiato. Cresciamo col mondo e viviamolo, seriamente, senza confini. Con i nostri pensieri (Facebook) e le nostre azioni (Twitter).
Buona vita “sociale” 
Che tipo di pace stiamo cercando?
2 ago
Che tipo di pace cerchiamo?
Sto parlando di una pace vera.
Il tipo di pace che rende la vita sulla terra degna di essere vissuta.
Non solamente la pace del nostro tempo, ma la pace in tutti i tempi.
I nostri problemi vengono creati dall’uomo,
perciò possono essere risolti dall’uomo.
Perché in ultima analisi,
il legame fondamentale che unisce tutti noi
é che abitiamo tutti su questo piccolo pianeta.
Respiriamo tutti la stessa aria.
Abbiamo tutti a cuore il futuro dei nostri figli.
E siamo tutti solo di passaggio.
John Fitzgerald Kennedy
Un pensiero prima della nanna
22 set
E’ trascorso un bel po’ di tempo dall’ultima volta che ho aggiornato questo blog. A dire il vero ho tre post fermi tra le bozze, iniziati e mai finiti, ma tra una cosa è l’altra non sono più riuscito a dedicarmi per scrivere qualcosa di sensato.
Dal 30 giugno vivo con la mia ragazza. E’ un’esperienza nuova e diversa dalle solite “convivenze” di qualche giorno quando veniva a trovarmi o doveva frequentare il corso per insegnanti di danza dell’A.I.D.A.. Dividiamo quotidianamente esperienze, sensazioni, emozioni… piccoli attimi di tranquillità o di felicità. Ci dividiamo i compiti in casa e la sistemiamo insieme senza il bisogno di organizzarci in alcun modo, viene tutto spontaneo e la casa finalmente la sento “viva”. Cucino per lei e le preparo sorprese e allo stesso modo lei lo fa per me. Ogni giorno è nuovo e diverso. Come inizio non c’è male 
Oggi ho inaugurato per test la sezione On Air di questo blog, una finestra puntata verso il mio “angolo di lavoro” nella redazione di PC World Italia.
Non so quanto durerà, per adesso mi serve per testare il funzionamento del servizio Live di Yahoo.com, né quanto tempo al giorno resterà accesa la webcam… ma almeno per il momento se volete vedere se lavoro o se mi gratto una possibilità per spiarmi c’è 
E con questo per oggi è tutto, mi preparo per la nanna… buonanotte 
Blog ottimizzato per iPhone e iPod Touch
26 lug
Dopo aver aggiornato la mia installazione di WordPress con la versione 2.6, ho dato un’occhiata alle novità sul panorama dei plug-in per il sistema che utilizzo per la gestione del mio blog scoprendo una versione più carina e completa del visualizzatore dedicato all’iPhone e all’iPod Touch.
Ho quindi installato WPTouch che adatta il layout di un blog WordPress allo schermo del telefono o del lettore multimediale di Apple per una più veloce consultazione “on the road”. Ecco un esempio…
La pagina principale presenta esclusivamente la data e il titolo del messaggio, oltre a informazioni relative alle categorie associate. Nel caso in cui siano presenti commenti, inoltre, un numerino sovrapposto alla data aiuterà a capire quante persone hanno partecipato al post. Nel caso di questo blog si tratta di eventi molto rari 
E’ arrivato Firefox 3
17 giu
Se volete contribuire per far entrare Firefox 3 nel Guinness dei Primati con il maggior numero di download in 24 ore avete tempo fino alle 20.15 del 18 giugno per scaricare l’ultima versione del browser web di Mozilla.
E se partecipate potete anche richiedere il certificato di adesione al Firefox 3 Download Day 2008, da stampare e mostrare ai vostri amici 



