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Archivio per la categoria ‘Tecnologia’

Perché adesso uso Twitter

13 ottobre 2009 Nessun commento

Twitter Logo

A costa stai pensando? È questa la domanda che tutte le volte che apro Facebook mi viene posta. A volte non penso a niente, a volte mi costringo a pensare, altre dico cosa sto facendo. Facebook però è diventato il calderone delle porcherie, anche divertenti a volte. Gruppi, immagini, discussioni più o meno interessanti che si propagano a macchia d’olio in pochi secondi. Molti vivono Facebook solo per questo, altri per caricare le immagini della propria vita.

Su Facebook nasce la curiosità, tutti cercano di farsi i cavoli degli altri e se si vuole nascondere qualcosa si tende sempre a omettere, mentire e censurare ciò che si fa realmente. Diventi amico di qualcuno, ma non vuoi far sapere la verità su di lui, e fai finta di niente per settimane finché gli altri possono vederti. Come si fa a usare un Social Network senza viverlo? Io ho cercato di essere sempre aperto. Sono sempre stato contro lo “sputtanamento mediatico”, però alla fine ho pubblicato davvero i miei stati d’animo… ho risposto sul serio alla domanda di Facebook dicendo ciò che pensavo. Perché “cogito ergo sum” (penso quindi sono).

Però… Facebook mi sta stretto e ho puntato un occhio su Twitter. Cos’è Twitter? Un Facebook senza porcherie, ma che pone una domanda diversa “What are you doing?” ovvero “cosa stai facendo?”. Qualcosa la si fa sempre e mi sono reso conto che anche in questo caso la censura non serve.

Da oggi mi trovate anche su Twitter, potete seguirmi senza richieste di amicizia, senza dover essere necessariamente iscritti a quel social network e scoprire che volete farvi i cazzi miei. Aggiornerò Twitter dal lavoro, se possibile mentre sono in giro e  da casa. Non aspettatevi un diario, ma piccole cazzate quotidiane.

In fondo se vuoi essere “connesso” devi esserlo prima di tutto con te stesso. Nascondere a te stesso la verità su chi sei e cosa fai equivale a prendersi in giro da soli. Insomma cari (pochissimi) lettori, chiunque voi siate, il mondo è cambiato. Cresciamo col mondo e viviamolo, seriamente, senza confini. Con i nostri pensieri (Facebook) e le nostre azioni (Twitter).

Buona vita “sociale” :)

Che tipo di pace stiamo cercando?

2 agosto 2009 2 commenti

Che tipo di pace cerchiamo?
Sto parlando di una pace vera.
Il tipo di pace che rende la vita sulla terra degna di essere vissuta.
Non solamente la pace del nostro tempo, ma la pace in tutti i tempi.
I nostri problemi vengono creati dall’uomo,
perciò possono essere risolti dall’uomo.
Perché in ultima analisi,
il legame fondamentale che unisce tutti noi
é che abitiamo tutti su questo piccolo pianeta.
Respiriamo tutti la stessa aria.
Abbiamo tutti a cuore il futuro dei nostri figli.
E siamo tutti solo di passaggio.

John Fitzgerald Kennedy

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A saperlo prima…

13 giugno 2009 4 commenti

Ho scoperto per caso dell’esistenza di un “guscio” invisibile per ogni tipo di cellulare, navigatore satellitare, lettore MP3… che prende il nome di InvisibileShield, appunto uno scudo invisibile.

Guardate un esempio della sua efficacia.

Costa circa 25 dollari per iPhone in edizione “completa”, ovvero protegge anche la parte frontale, e l’effetto mi sembra sicuramente notevole. Innanzi tutto avrei dovuto scoprirlo prima, per evitare i micrograffi che ho sul retro del mio iPhone 3G, ma soprattutto quelle fastidiose scheggiature (per fortuna fuori dalla parte “schermo”) che mi ritrovo sul vetro.

Mi sono documentato per la sostituzione del vetro e della parte posteriore del telefono. 100 euro per il primo, naturalmente non da Apple che richiede 300 euro, e 40 euro per il secondo a patto di sostituirselo da sé. Anche perché chi mi ha fatto il preventivo del primo ne voleva 80 di solo guscio più manodopera.

Considerato che sono soddisfatto del mio telefono penso di partire dall’investimento dei 40 euro per “ripulire” il mio iPhone. Si sta inoltre allargando una crepa sul fondo, vicino al connettore dock, e immagino che Apple non lo consideri un danno strutturale…

Per il vetro, vedremo. In fondo ho già pagato 499 euro per ‘sto gioiellino la scorsa estate :D

Categorie:Apple, iPhone, Tecnologia Tag:

Digitale terrestre, un vantaggio per chi?

10 giugno 2009 Nessun commento

Rai Carosello - TV in bianco e nero

Era il 3 gennaio 1954 quando la Radio Televisione Italiana avviò per la prima volta una trasmissione televisiva nel nostro paese. Ai tempi erano pochi i fortunati possessori di quella scatola magica che trasmetteva immagini in movimento. Dopo la rivoluzione del colore, l’avvento del satellite e la nascita delle TV sempre più grandi, sottili e poco costose, l’intero pianeta si sta gradualmente adeguando alle nuove trasmissioni digitali via etere.

In Germania la transizione si è già conclusa nel dicembre del 2008, dopo sei anni di vita delle nuove trasmissioni digitali. Nel nostro Paese il digitale terrestre soppianterà definitivamente l’analogico entro il 31 dicembre 2012, con la Sardegna che ha fatto da apri pista con l’eliminazione di Rai 2 e Rete 4 dal sistema analogico.

Logo DGTViProprio in questi giorni sono stati pubblicati alcuni dati importanti: le famiglie che hanno accesso al digitale terrestre sono poco più di 7 milioni, pari al 31% del totale, un numero che deve necessariamente crescere entro il 2012 per non restare tagliati fuori dalla visione delle immagini TV, anche quelle del servizio pubblico radiotelevisivo.

Avviata nel 2003, la trasmissione del segnale televisivo digitale terrestre ha segnato gradualmente la fine della TV che conosciamo, con l’arrivo di nuovi canali e servizi, molti dei quali a pagamento, che costringeranno molti a dover acquistare uno o più decoder per poter utilizzare le TV che sono già presenti nelle case degli italiani. In alcuni casi, se la TV non è dotata di presa SCART, sarà necessario acquistare una televisione nuova.

Dopo il recente “switch off” del Piemonte si è assistito a una crisi d’astinenza da TV collettiva: non tutti erano soddisfatti del loro decoder e, soprattutto, in molti non vedevano in digitale i canali scomparsi nell’analogico. I centralini Rai, per fare un esempio, erano intasati dalle telefonate di protesta.

Era proprio necessaria questa “rivoluzione”?

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Sei nomi per Windows 7, per confondere le idee

7 febbraio 2009 Nessun commento

Windows 7Microsoft ha confermato che il suo prossimo sistema operativo Windows 7 arriverà in sei differenti versioni, così dopo la confusione dovuta alla scelta del nome che non fa capire perché venga identificato con il numero 7 gli scaffali esploderanno con copertine di ogni tipo dedicate a “un” nuovo sistema operativo.

Windows XP era semplice con le sue due edizioni, Home e Professional, dedicate a due differenti segmenti di mercato. A complicare le cose, dopo qualche anno di vita, la nascita di Windows XP Media Center Edition che portava a tre il numero delle versioni.

Windows Vista, evidentemente per non sembrare meno importante, è stato invece presentato con quattro diversi pacchetti, Home Basic, Home Premium, Business e Ultimate: suddividendo gli utenti consumer in normali (Basic), tosti (Premium) e fighetti (Ultimate).

Da quattro a cinque in Windows 7? No, meglio abbondare e sono diventate sei le edizioni previste. Rimangono gli stessi segmenti di Windows Vista, anche se l’edizione Business si suddivide in Enterprise e Professional, per i nostalgici di Windows XP. Una versione piccola piccola per netbook prende il nome di Starter Edition, così da evitare i tanti fronzoli che a un utente che possiede un mini computer portatile non interessano, sia in termini di spazio occupato sia in prestazioni “rubate”. Ricordo una vecchia pubblicità della McDonald’s con una bambina che voleva un Happy Meal e il ragazzo alla cassa chiedeva “Toast, Hamburgher o Cheeseburger?“. Lei rispondeva “Voglio solo un Happy Meal“… noi vogliamo solo Windows 7. Perché confondere per forza le idee?

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