
Come avevo pianificato, sono andato a trovare il mio mare. Tutto era diverso, ogni cosa che ricordavo sembrava brutalmente rimossa. Al posto di paletti, sdraio e ombrelloni c’era solamente sabbia umida. Il chiosco con il bar era un lontano ricordo, al suo posto solamente parte del legno che faceva da pavimento. Era presente il tronco che potete vedere nella foto. Enorme e non so neanche come abbia fatto ad arrivare fin lì.
Sono stato in quella spiaggia solamente due volte la scorsa estate. Per il mio primo bagno l’11 agosto e la sera del mio compleanno per brindare in compagnia, senza mai invadere quel territorio che ritenevo “off limits” per non fare del male a qualcuno. Mi sono sempre creato scrupoli e problemi. So di essermi comportato in modo corretto per tutta l’estate e sono contento così.
La prima volta al mare ero a destra del lido, sotto il pilone, mi godevo la spiaggia del mio mare esattamente come oggi. Allora il sole picchiava, io ero bianco come il latte e ogni angolo della spiaggia era occupato da tantissime persone.
Questa volta ero solo. Solo con il rumore delle onde e del forte vento che mi ricordava che dell’estate non era rimasto nulla. Un silenzio che mi ha aperto la mente, l’ha svuotata di quei pesanti ricordi che ancora adesso mi infastidiscono e abbiamo guardato insieme verso l’orizzonte. Un orizzonte ignoto ma sicuramente ricco di sorprese.
Il 2010 sarà l’anno della mia rivincita, sotto ogni punto di vista. Il mare me lo ha ricordato e sono certo che sarà così.
“Bisogna vivere il giorno presente come se fosse l’unico che ci è dato di vivere. E che bisogna essere attenti a ogni singolo istante, viverlo in tutta la sua intensità.”
Astrid Lindgren

Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare.
L’alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
In eterno.
Kahlil Gibran
1926
Domani andrò a trovare il mio mare. È una cosa che non sono riuscito a fare durante le vacanze estive, cercando con delicatezza di evitare quella spiaggia in cui sono sempre andato per decenni.
Ho già in mente un orario, sarò lì alle 15.30. Passeggerò nella banchina del lido che era diventata la mia casa estiva e mi sederò in spiaggia a contemplare le onde, le navi, il vento e gli uccelli. Ascolterò in silenzio quel luogo che d’estate è sempre rumoroso. Ammirerò le onde invernali infrangersi sulla battigia. Guarderò dal basso il pilone dello Stretto ingrigito dal freddo inverno, ma sempre maestoso a dominare la punta nord orientale della Sicilia.
Scruterò, osserverò, respirerò quell’atmosfera marina che mi manca tanto. Non mi importa passeggiare in centro in un finto divertimento natalizio, ho bisogno del mio mare. Per camminare in centro tra i negozi ho Milano, ho bisogno del mio mare. Quella linfa della mia città che non ricordo solamente d’estate.
Non mi ricordo di te soltanto nel caldo d’estate. Saremo soli tu e io.
“Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima.”
Jacques-Yves Cousteau





















