Perché adesso uso Twitter

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A costa stai pensando? È questa la domanda che tutte le volte che apro Facebook mi viene posta. A volte non penso a niente, a volte mi costringo a pensare, altre dico cosa sto facendo. Facebook però è diventato il calderone delle porcherie, anche divertenti a volte. Gruppi, immagini, discussioni più o meno interessanti che si propagano a macchia d’olio in pochi secondi. Molti vivono Facebook solo per questo, altri per caricare le immagini della propria vita.

Su Facebook nasce la curiosità, tutti cercano di farsi i cavoli degli altri e se si vuole nascondere qualcosa si tende sempre a omettere, mentire e censurare ciò che si fa realmente. Diventi amico di qualcuno, ma non vuoi far sapere la verità su di lui, e fai finta di niente per settimane finché gli altri possono vederti. Come si fa a usare un Social Network senza viverlo? Io ho cercato di essere sempre aperto. Sono sempre stato contro lo “sputtanamento mediatico”, però alla fine ho pubblicato davvero i miei stati d’animo… ho risposto sul serio alla domanda di Facebook dicendo ciò che pensavo. Perché “cogito ergo sum” (penso quindi sono).

Però… Facebook mi sta stretto e ho puntato un occhio su Twitter. Cos’è Twitter? Un Facebook senza porcherie, ma che pone una domanda diversa “What are you doing?” ovvero “cosa stai facendo?”. Qualcosa la si fa sempre e mi sono reso conto che anche in questo caso la censura non serve.

Da oggi mi trovate anche su Twitter, potete seguirmi senza richieste di amicizia, senza dover essere necessariamente iscritti a quel social network e scoprire che volete farvi i cazzi miei. Aggiornerò Twitter dal lavoro, se possibile mentre sono in giro e  da casa. Non aspettatevi un diario, ma piccole cazzate quotidiane.

In fondo se vuoi essere “connesso” devi esserlo prima di tutto con te stesso. Nascondere a te stesso la verità su chi sei e cosa fai equivale a prendersi in giro da soli. Insomma cari (pochissimi) lettori, chiunque voi siate, il mondo è cambiato. Cresciamo col mondo e viviamolo, seriamente, senza confini. Con i nostri pensieri (Facebook) e le nostre azioni (Twitter).

Buona vita “sociale” 🙂

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