Guarda oltre ciò che vedi

Mentre scrivo questa pagina del diario sto ascoltando una canzone che mi piace davvero molto, Invincible dei Muse pubblicata qualche tempo fa che mi dà la carica ogni volta che la metto in playlist sull’iPhone, in auto o a casa. Ormai il mio appartamento è diventato un jukebox, non c’è giorno che non si senta musica (a volume umano naturalmente) se non guardo la TV o leggo un libro. Poi naturalmente dipende dal libro, a volte ascolto la musica pure mentre leggo… ma c’è il rischio che inizi a cantare mentre la ascolto.

Chiusa questa introduzione, pensiamo all’argomento del diario di oggi. È da qualche giorno che non scrivo una pagina del diario e in questo tempo ho avuto sempre un pensiero che mi balenava per la testa “Guarda oltre ciò che vedi”, un’idea che volevo trasformare in poesia ma che non è diventata ancora del tutto concreta, per fortuna mi sono venute incontro le parole di José Saramago ma presto rimedierò. So bene che non pubblico miei versi da tempo, ma alcune delle ultime poesie che ho scritto non le ritengo al momento mature per essere lette da altri. Ne ho due finite che vorrei pubblicare al più presto, una di queste è quella a cui accennavo prima ma che non è del tutto completa, ma non disperate perché presto arriveranno entrambe.

Perché guardare oltre ciò che vedi? Scrivere quei due post recenti su Facebook e i social network mi ha fatto pensare a quanto spesso si rischia di essere superficiali e non riusciamo a vedere ciò che supera la punta del nostro naso. Non sono stato capace di vedere io problemi evidenti a cui cercavo di trovare soluzione da solo, ma anche tanti piccoli fatti del passato recente e prossimo che non volevo vedere ma che mi si sono palesati davanti. Ma non è solo questo che ci nasconde la vita, non soltanto il confronto con episodi più o meno belli che fanno parte del nostro bagaglio di esperienze. Ho cercato con attenzione la foto da pubblicare in questo post fino ad aver trovato questo fiore d’acqua in mezzo a uno stagno.

Osservando uno stagno con superficialità spesso ci si sofferma all’acqua “stagnante” (appunto), le foglie zuppe quasi marce e qualche pesciolino che si muove sul fondo. Ma anche in uno stagno si può scorgere un tesoro, basta guardare oltre ciò che si vede per trovare un fiore che regalerà la sua bellezza solamente un giorno per poi riaffondare durante la notte. Nella vita spesso si guarda solo lo stagno e ci si dimentica che intorno possono esserci emozioni, sogni, desideri, attenzioni, momenti che superano i problemi e possono ripulire l’acqua e riempirla di fiori. Il motto è sempre lo stesso, basta crederci e volerlo.

Guardare oltre ciò che vedi ti consente di scoprire davvero com’è fatta una persona, ma non dopo la superficialità di incontri fugaci. Rubando i pensieri di Saramago, bisogna “vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva” perché è facile vedere il prato verde intorno a uno stagno, ma bisogna anche vedere quel prato come può cambiare nella vita di tutti i giorni.

Scoprire la realtà delle cose ti fa capire quanto ci sia di bello intorno a te, anche nei momenti bui. Ti aiuta a trovare più energia per andare avanti, perché l’importante è sempre apprezzare ciò che ti permette di vivere una vita felice, solamente così anche nelle difficoltà riuscirai a trovare sempre il sorriso. Vi lascio con il pensiero di quest’oggi, a presto.

“Uomo colto è colui che sa trovare un significato bello alle cose belle.”
Oscar Wilde

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