Giù il sipario

Quando scrissi l’ultima pagina del mio diario non saprei dirvi in che stato d’animo mi trovassi. Probabilmente non ero totalmente convinto di ciò che stavo vivendo, anche perché non riuscivo a capire come fosse potuto avvenire un cambiamento così repentino e drastico in un qualcosa che credevo indistruttibile. Cercavo una giustificazione in ogni cosa e anche questo non mi aiutava, desideravo così tanto raggiungere il traguardo anche se ogni passo che facevo la pendenza e gli ostacoli aumentavano.

Ho però abbandonato definitivamente tutto ciò che scorreva su quel palco. L’ho fatto perché non ho trovato quelle risposte che cercavo. Non stavo più bene, da troppo, cercando una felicità che non arrivava mai per avere sollievo. Già una volta con poche parole mi ritrovai senza il terreno sotto i piedi. Disse “come se qualcosa si fosse infranto”, per me fu una pugnalata al cuore e quella frase non la dimenticai mai. Pur consapevole di non aver fatto nulla che potesse aver infranto davvero le cose, dolorante andai avanti e continuai a stringere i denti, aspettando. Non potevo fare altro. Il vero cambiamento per me iniziò lì.

Con quel peso sulle spalle e altri problemi che sarebbero arrivati andavo avanti, perché credevo in un obiettivo comune. Credevo di vedere una luce, che però si allontanava continuamente. Ogni mia ansia o paura si tramutava in un errore da dover rimarginare con fatica. Mi dispiace ma io ho tentato.

Ciò che mi è rimasto alla fine è “nulla”. E in nulla tramuterò i ricordi, i sogni, le speranze. Perché a nulla è valso ciò che ho fatto.

“Una cosa bella è una gioia per sempre. La sua grazia aumenta, non finirà mai nel nulla.”
John Keats

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