La messaggistica di GroupMe: un potenziale inutilizzato nelle mani di Microsoft

Se possedete uno smartphone connesso a Internet sicuramente avrete sentito parlare di WhatsApp. Questa semplice applicazione è diventata nel giro di pochi anni uno dei più utilizzati sistemi di messaggistica istantanea alternativa a quella tradizionale (e costosa) degli SMS da telefono cellulare.

Installando WhatsApp sul proprio smartphone, qualsiasi esso sia, è infatti possibile contattare i propri amici che utilizzano la stessa applicazione senza spendere alcun centesimo. Di cloni di WhatsApp ne esistono parecchi, alcuni sono anche nati prima ma hanno avuto meno fortuna, ma quest’oggi volevo portare alla vostra attenzione GroupMe.

Nato nel 2010 da un’omonima startup americana, GroupMe offre praticamente le stesse funzionalità di WhatsApp: messaggistica istantanea gratuita verso altri dispositivi e uso del numero di telefono dell’utente come identificativo, permettendovi di scoprire quali vostri amici possono essere contattati dalla rubrica.

Rispetto ad altre applicazioni simili, GroupMe aggiunge una caratteristica sociale che consente di utilizzare il flusso di informazioni dedicato ai gruppi come un piccolo social network, non limitandosi al semplice scambio di messaggi ma anche alla possibilità di indicare eventuali like (mi piace) e condividere, verso l’esterno, parte delle informazioni che pubblicate.

Di GroupMe avevo già parlato più di un anno fa quando scrivevo su Macworld e da allora, seppur lentamente, il progetto si è evoluto parecchio. A differenza di altre piattaforme simili (WhatsApp e Viber in primis), GroupMe può essere utilizzato indistintamente da smartphonetabletcomputer. In quest’ultimo caso al posto di un’applicazione dedicata è sufficiente collegarsi al sito web ufficiale ed effettuare il login.

Una conversazione avviata su un iPhone può essere continuata sul proprio PC o Mac, o in seguito ripresa da tablet Android (o iPad) senza alcun problema. GroupMe, infatti, replica lo storico delle vostre conversazioni e i contenuti scambiati (immagini, video, mappe e quant’altro) nella schermata del dispositivo da cui siete connessi. Al tempo stesso, com’è ovvio che sia, riceverete notifiche istantanee su tutti i dispositivi associati a GroupMe consentendo, di fatto, un’esperienza utente completa.

GroupMe unisce nei fatti la praticità del servizio iMessage di Apple, utilizzabile da smartphone, tablet e computer con la mela morsicata stampata sul retro, all’apertura cross-platform offerta da WhatsApp consentendo una comunicazione globale. Utilizzare GroupMe come alternativa o affiancandolo ai sistemi già esistenti può venire incontro alle esigenze di chi, da anni, attende ad esempio una versione per tablet di WhatsApp o spera di poter messaggiare senza dover avere il telefono sempre in mano anche utilizzando la tastiera del computer.

Il titolo di questo post nasconde però un altro elemento importante. Pur avendo appena due anni di vita, GroupMe è una società che nell’agosto 2011 è stata acquistata per 80 milioni di dollari da Skype. A sua volta Skype è stata acquistata nell’ottobre 2011 da Microsoft (anche se le operazioni erano formalmente iniziate nel mese di maggio) e, di conseguenza, GroupMe è un servizio che dovrebbe far parte dell’ecosistema Windows… ma al momento è praticamente dimenticato.

Forse a causa della non compatibilità con gli smartphone Windows Phone, fino a oggi Microsoft si è poco interessata a questo strumento. Le cose potrebbero cambiare dato che da circa 24 ore la prima versione di GroupMe (la 4.0) per Windows Phone 7Windows Phone 8 è finalmente disponibile per il download. Affiancando di fatto quella per iOS (compatibile con iPhoneiPod touchiPad), Android (smartphone e tablet) e BlackBerry, con GroupMe è possibile comunicare direttamente con i vostri amici senza alcun limite.

GroupMe 4.0, l’ultima versione dell’applicazione, è attualmente disponibile in versione finale per iOS e Windows Phone, mentre è in beta per Android (potete aggiornare manualmente dal sito ufficiale una precedente versione installata sul vostro dispositivo). È più veloce, ha una grafica più accattivante e utilizza le gesture per passare da una schermata all’altra in pochi istanti.

Microsoft riuscirà a sfruttare questo potenziale di cui, almeno per il momento, sembra essersi totalmente disinteressata? Ha praticamente nelle mani uno strumento più completo dell’osannato iMessage, più economico di WhatsApp e utilizzabile da qualsiasi dispositivo (smartphone, tablet e computer). Combinerà qualche disastro o sarà capace di credere in questo strumento e convincere gli utenti che l’alternativa esiste ed è anche ben fatta?

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